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Cos’è l’ascolto attivo? Scopri come metterlo in pratica e fare la differenza

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Perché l’ascolto attivo è così importante? Come posso allenarlo per fare la differenza e costruire relazioni di qualità al lavoro e nella vita?

 

Ascoltare.
Un verbo che porta con sé un’azione che sembra semplice e banale ma che in realtà, se ben applicata, nasconde le radici di una comunicazione efficace e produttiva tra le persone.

 

Quando non c’è ascolto attivo

Fai un bel respiro, libera la tua mente e prova a “sentire” la realtà che ti circonda. Il tuo udito sarà invaso da un rumore, una confusione di sottofondo alla quale sei abituato talmente tanto da non notarla più. È il chiacchiericcio delle persone, chilometri di parole che colorano i minuti, le ore delle nostre giornate.

Sai perché succede questo? Perché non siamo più abituati ad ascoltare. Preferiamo investire l’altro con un fiume di parole. L’importante è esserci e dire la nostra. L’altro diventa una semplice comparsa. E questo è vero sia nei rapporti di coppia che nei rapporti con i colleghi, con i familiari, con i nostri amici. E se ci capita di ascoltare può capitare che lo facciamo in modo svogliato, pensando magari ad altro. E così ci perdiamo un mondo ricco di sfumature, di opportunità di crescita e di relazioni efficaci. La soluzione? È a portata di mano e di …orecchio!

 

C’è ascolto attivo quando…

L’ascolto attivo è una tecnica di comunicazione che ti permette di creare un contatto autentico con il tuo interlocutore. Implica la capacità di saper ascoltare in modo dinamico chi hai davanti e di comprendere realmente e in profondità il messaggio che l’interlocutore ci sta inviando.
Non pensare che sia una tecnica fredda o che punta su aspetti razionali perché si focalizza sulla parte emotiva di una conversazione. Chi ascolta attivamente lo fa con la mente, con gli occhi e con il cuore. Si pone l’obiettivo di mettere l’interlocutore in uno stato di fiducia tale che si sentirà più libero di esprimere i propri stati d’animo.
C’è ascolto attivo quando:

  • eviti qualsiasi giudizio nei confronti dell’interlocutore
  • entri in empatia, prestando attenzione anche alle sue emozioni
  • non conduci la comunicazione ma lasci che fluisca senza forzature
  • fornisci dei feedback verbali e non, per dimostrare attenzione e comprensione

 

L’ascolto attivo: una strada per raggiungere l’assertività

Quando parliamo di ascolto attivo parliamo soprattutto di assertività. Sei una persona assertiva se sei capace di esprimere in modo chiaro ed efficace le tue opinioni e le tue emozioni senza bisogno di aggredire l’altro. È un comportamento sociale funzionale e molto efficace.

Facciamo un esempio. Immagina due persone, una di fronte all’altra. In mezzo a loro è disegnato un sei in orizzontale. La persona a sinistra lo vedrà come un sei, quella a destra lo vedrà come un nove. Chi ha ragione? Entrambe! Il fatto di aver ragione non significa che l’altro abbia torto ma che guardate la questione da un punto di vista diverso.
L’ascolto attivo e la conseguente assertività ti servono proprio a questo, a capire l’altro, a metterti nei suoi panni, una frase che usiamo spesso ma che applichiamo pochissimo. Comprendere le opinioni del tuo interlocutore non vuol dire rinunciare alle tue ma avere l’umiltà di riconoscere che ogni questione può essere affrontata da angolazioni differenti.

 

I 4 step dell’ascolto attivo di Thomas Gordon

Thomas Gordon, celebre psicologo statunitense, ha dedicato tutta la sua vita professionale alle tecniche dell’ascolto attivo, applicandole soprattutto alla comunicazione verbale tra genitori e figli. Gli step di una comunicazione efficace sono:

  1. Ascolto Passivo – Questo primo step è il regno del silenzio “attento”. Devi semplicemente ascoltare il tuo interlocutore, senza interrompere. Fai attenzione alla postura del tuo corpo. Ricorda che buona parte della comunicazione ha una veste che esula dalla verbalità. Non metterti a braccia conserte perché è un gesto che simboleggia la chiusura. Comunica la tua totale attenzione e fallo sentire al centro dei tuoi pensieri.
  2. Messaggi di conferma verbali e non verbali – Il silenzio per ascoltare attentamente il tuo interlocutore è importante, però non dimenticare anche di mandare dei messaggi chiari di rinforzo e conferma della tua attenzione a chi ti sta parlando, con dei cenni del capo, sorrisi o frasi del tipo “Ti ascolto”, “Sto cercando di capire”. Prova a piegare il tuo busto in avanti mentre ascolti, vedrai subito un atteggiamento di distensione nell’altra persona.
  3. Richiedi Approfondimenti – È la fase nella quale chiedi approfondimenti, fai domande, dimostri di voler capire ancora più a fondo il discorso. Stai comunicando al tuo interlocutore che sei completamente scevro da pregiudizi.
  4. L’ascolto Attivo – Qui arrivi al cuore della tecnica. Per comunicare all’altro che hai ascoltato con attenzione devi riproporgli il suo discorso con parole diverse. Puoi farlo in 3 azioni:
    a) Riepilogare – è il modo più semplice per dare vita all’ascolto attivo ma soprattutto il più efficace per aiutare le persone a trovare il bandolo della matassa. Intervenendo ogni tanto riepilogando le affermazioni del tuo interlocutore, lo incoraggi a ritrovare i concetti essenziali e a focalizzare il cuore del problema.
    b) Parafrasare – la parafrasi è la tecnica più efficace ma anche la più delicata perché deve aiutare il tuo interlocutore ad arricchire il suo pensiero senza però il timore che tu lo stia giudicando. Il modus operandi parte da una semplice frase “In altre parole vuoi dire che…”Da questo momento in poi arricchisci il tuo discorso ampliando i concetti espressi dall’altro, arricchendoli e fornendo nuovi spunti.
    c) Partecipazione emotiva – Con questa tecnica entrano in gioco le emozioni e i sentimenti. È la strada per arrivare dritti al cuore delle persone e dimostrare di aver compreso il loro stato d’animo. Ti basta dire semplicemente un “Capisco come ti senti” per comunicargli immediatamente il tuo atteggiamento empatico.

 

Sapere ascoltare permette di costruire relazioni di qualità in ogni settore, dal lavoro, alle amicizie, alla famiglia: evita le incomprensioni, fa aumentare la fiducia reciproca ed è molto efficace, anche nella risoluzione dei conflitti.

 

L’ascolto attivo nel volontariato

ascolto attivo Progetto Arca

Noi di Progetto Arca mettiamo in pratica ogni giorno l’ascolto attivo nella nostra missione di aiutare e sostenere le persone che si trovano in una condizione di grave difficoltà.
Per noi aiutare significa prima di tutto metterci in ascolto e farci vicini a chi ha più bisogno. La capacità di incontrare e ascoltare le persone è più importante delle cose da dire o da distribuire. Perché è il primo passo per costruire una relazione di fiducia e iniziare con loro un percorso di reintegrazione.
Chi incontriamo durante le nostre Unità di strada cerca ascolto e ha fame soprattutto di relazioni.

 

 

Abbiamo il potere di aiutare le persone e a volte non ce ne rendiamo conto. La capacità di saper ascoltare gli altri ci consente di comprenderli meglio, di rafforzarne il legame e di migliorare la qualità del rapporto. Se ci pensi, in questo senso, quello che diamo si rifletterà su di noi in modo positivo.

 

 

Il nostro valore più grande è portare il primo aiuto, sempre, a chi ha bisogno. Con le nostre Unità di strada, ogni notte portiamo il primo aiuto e conforto ad oltre 100 persone che vivono in strada, in grave difficoltà.

AIUTACI A FARE DI PIÙ

 

 

 

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