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L’arte del riciclo del cibo: quando lo scarto si fa protagonista

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Ridurre gli sprechi alimentari partendo da ciò che avanziamo nei nostri piatti. Perché, molto spesso, lo scarto si trasforma in elemento principale per dare vita ad un inaspettato piatto gourmet che nutre corpo e spirito.

 

Ogni giorno si stima che circa un terzo del cibo prodotto in tutto il mondo venga sprecato. Secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO)*, se ognuno di noi riducesse di un quarto gli sprechi alimentari potremmo nutrire 870 milioni di persone.

Abbandonando però i numeri e lasciando spazio ai ricordi, vediamo apparire nella nostra mente l’arte del riciclo che mettevano in pratica le nostre nonne quando, indaffarate ai fornelli, sapevano creare un delizioso piatto apparentemente “dal nulla”.
Ma di nulla, c’era ben poco. Di molto invece c’era la fantasia del mescolare sagacemente ingredienti insospettabili e renderli un piatto da leccarsi le dita con un duplice obiettivo: dare felicità e non sprecare nulla di quanto (spesso con fatica) veniva portato in tavola.

 

L’arte del riciclo con la cucina di recupero

Secoli di storia ci hanno insegnato a non buttar via niente di quanto madre terra ci elargiva ma la società consumistica sviluppatasi negli anni ha vanificato gli sforzi dei nostri antenati di “recuperare” gli scarti per renderli deliziosi protagonisti di altre creazioni.
La stessa tradizione che si rivive ad ogni festività, spesso ci riconduce al valore del cibo e all’importanza di esaltarlo in tutte le sue componenti, anche in quelle più povere. Sono centinaia e centinaia le ricette che il popolo italiano s’inventava con gli ingredienti più semplici della terra e gli scarti che aveva a disposizione, per trovare il modo di mettere un piatto in tavola.

Qualche esempio?
I canederli del Trentino Alto Adige, che un tempo non erano preparati con speck di prima scelta ma con gli avanzi di carne e con pane raffermo troppo duro da utilizzare; la polenta, alla base della cucina contadina del Nord e Centro Italia, cucinata e riciclata in tutti i modi possibili, o il “brodo di polpo” che si beveva nelle strade di Napoli per scaldarsi e che non era niente di più che acqua al sapore di polpo (quest’ultimo destinato alle tavole dei ricchi) con un pezzetto di tentacolo rimanente dalla bollitura.

 

 

Street Food

Street Food

Lo stesso street food, tanto di moda oggi, da sempre si è adoperato per inventarsi ricette a base di scarti e di ingredienti poveri per sfamare le persone più bisognose, che spesso non avevano la cucina dentro casa ed erano costrette a consumare all’aperto pasti frugali e poco costosi.
Già ai tempi dei Greci e dei Romani si udivano in strada le urla di quelli che oggi chiamiamo “food truck” ovvero i “baracchini”, che invitavano le persone a sfamarsi con minestre, zuppe e con tutto quello che potevano inventarsi, combinando e riciclando il poco che avevano.

 

 

Ricette Povere ma Buone

arte del riciclo del cibo

Dalle bucce di patate fritte alla pasta alla mollica, dalla zuppa di patate alla torta di pane raffermo … sono le gustose ricette che abbiamo raccolto nel nostro e-book Ricette Povere ma Buone che possono far rivivere la tradizione e i sapori della buona cucina di recupero di una volta. Una selezione di oltre 20 pietanze, facili e per tutti i gusti: tutte da provare!

Come un celebre film italiano di Dino Risi, intitolato “Poveri ma belli” poneva l’accento sul contrasto della bellezza/povertà dell’Italia negli anni ‘50,  possiamo definire, anche le ricette proposte nel nostro e-book,  povere perché nascono dal recupero di ingredienti semplici, ma belle perché cariche di nutrimento, rispetto per il cibo e le tradizioni.

 

Abbiamo voluto realizzar questo e-book per farci ricordare che l’arte del riciclo del cibo è una forma mentis che dovrebbe entrare o ri-entrare nella cultura di tutti i popoli del pianeta nel rispetto di madre terra. Perché il cibo diventa piena espressione di un’arte, quella del riciclo, che al pari di altre forme artistiche, si fa portavoce di valori, come quello della sostenibilità da trasmettere alle generazioni future.

 

Scarica l’e-book! Imparerai divertendoti a ridurre gli sprechi, a valorizzare quello che normalmente si scarta e potrai riscoprire i sapori della cucina buona di una volta.
Buon Appetito 🙂

 

SCARICA L’E-BOOK DELLE RICETTE POVERE MA BUONE

 

(*) Fonte: Campagna Think. Eat. Save.  dell’UNEP e della FAO www.thinkeatsave.org

 

 

Il nostro valore più grande è portare il primo aiuto, sempre, a chi ha bisogno. Con il cibo, possiamo aiutare i più poveri e dare un sostegno immediato.

AIUTACI A REALIZZARE LA NOSTRA MISSIONE

 

 

 

 

 

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